Otto appuntamenti con grandi nomi del teatro italiano a cui si affiancano tre classici della drammaturgia universale proposti da giovani compagnie del panorama nazionale.
buffa

Mercoledì 17 ottobre 2018 ore 20,30

Federico Buffa A night in Kinshasa
di Federico Buffa e Maria Elisabetta Marelli
 – Alessandro Nidi pianoforte, pianoforte preparato – Sebastiano Nidi percussioni – regia Maria Elisabetta Marelli
 – produzione Mismaonda
Dopo il successo di due stagioni fa con Le Olimpiadi del 1936, torna con un altro affascinante spettacolo di “epica dello sport”, Federico Buffa, giornalista sportivo che si è imposto all’attenzione del pubblico, soprattutto giovanile, per la straordinaria capacità di raccontare le storie dei campioni e degli eventi sportivi. A NIGHT IN KINSHASA ripercorre le tappe principali dell’incontro epocale che si tenne nell’autunno del 1974 tra Muhammad Ali e George Foreman. Non solo una notte di boxe ma un confronto tra culture, un match tra visioni del mondo, dove Buffa, per dirla alla Aldo Grasso, dimostra ancora una volta di essere narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni, in possesso di uno stile avvolgente ed evocativo.

Stivalaccio

Venerdì 9 novembre 2018 ore 20,30

Stivalaccio Teatro Romeo e Giulietta
Soggetto originale e regia Marco Zoppello con Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello
scenografia Alberto Nonnato
costumi Antonia Munaretti
maschere Roberto Maria Macchi
1574. Venezia in subbuglio. Per calli e fondamenta circola la novella: Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia, passerà una notte nella Serenissima. Un onore immenso per il Doge e per la città. Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanco, vengono incaricati di dare spettacolo in onore del principe. Mica una storia qualunque; la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta. Due ore per prepararsi ad andare in scena, provare lo spettacolo ma, soprattutto … trovare la “Giulietta” giusta, casta e pura, da far ammirare al principe Enrico. Si assiste dunque ad una “prova aperta”, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime.

Paolini

Martedì 27 novembre 2018 ore 20,30

Marco Paolini Tecno-Filò Tecnology and me
produzione Jolefilm
“Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social. Non conosco la meccanica quantistica, né le Neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili. Provo a riflettere a voce alta su questo mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Una volta, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza presunzione di riuscirci ritengo necessario provare a narrare il nostro tempo crisalide.” Marco Paolini

Poretti

Giovedì 6 dicembre 2018 ore 20,30

Fare un’anima
di Giacomo Poretti
con la collaborazione di Luca Doninelli

regia Andrea Chiodi
produzione AGIDI
Scritto e interpretato da Giacomo Poretti, questo monologo raccoglie divagazioni e provocazioni su un organo che i moderni manuali di anatomia non contemplano ma di cui da millenni gli uomini di ogni latitudine hanno parlato, l’anima.
Esiste realmente o è solo una chimera, un desiderio?
Oppure è così infinitesimale che non la si vede nemmeno con il più grande scompositore di particelle?
E alla fine, anche se la scovassimo, l’anima a che serve?
Cosa ce ne facciamo?
O meglio, cosa vorrebbe farne lei di noi?
Sembra la cosa più antimoderna che possa esistere, più antica del treno a vapore, più vecchia del televisore a tubo catodico, più demodé delle pattine da mettere in salotto; lontana come una foto in bianco e nero, bizzarra come un ventaglio, eccentrica come uno smoking e inutile come un papillon.

Mulino Di Amleto

Giovedì 24 gennaio 2019 ore 20,30

Compagnia Il mulino di Amleto Gl’innamorati di Carlo Goldoni
in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino
con Fabio Bisogni, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella
regia Marco Lorenzi
luci Giorgio Tedesco
musiche originali Davide Arneodo (Marlene Kuntz)
movimenti scenici Daniela Paci
assistente alla regia Alba Porto
La storia de Gl’Innamorati si svolge per intero in un luogo solo, chiuso e un po’ decadente che Goldoni chiama la stanza commune di una casa piuttosto strana. Lo sguardo di Goldoni entra in questa casa con tenerezza e umanità e ci regala un affresco stupendo di una società in piena crisi economica e di valori. Nessuno dei personaggi sembra accorgersi del baratro verso il quale il mondo al di fuori di quella stanza commune sta correndo. In tutto questo, l’amore tormentato e immaturo di Eugenia e Fulgenzio rappresenta la speranza, la vitalità e la possibilità che nonostante tutto un futuro sia possibile, lottando (soprattutto contro se stessi) per costruire tutta questa “Grande Bellezza”!

Finocchiaro Troiano

Martedì 12 febbraio 2019 ore 20,30

Donatella Finocchiaro – Fabio Troiano Lampedusa
di Anders Lustgarten
traduzione Elena Battista
adattamento e regia Gian Piero Borgia
Produzione BAM teatro e Artisti Associati/Mittelfest 2017
Lampedusa è, come ha scritto il The Guardian recensendo la messa in scena londinese, “un’escursione coraggiosa nelle acque oscure della migrazione di massa” e mette a confronto un pescatore siciliano, impegnato a recuperare i corpi dei profughi annegati, con una donna immigrata di seconda generazione -qui una marocchino italiana-, che riscuote crediti inevasi per una società di prestiti. Lampedusa si pone, senza nostrane posizioni ideologiche, il problema del flusso migratorio che percepiamo sempre più inarrestabile, e che sarà il vero problema delle politiche comunitarie del prossimo decennio. Perché l’Europa che avevamo immaginato senza confini, rivendica la geografia politica dei perimetri nazionali, perché il metissage multietnico delle culture viene allontanato in nome del rispetto delle proprie tradizioni etniche, perché i muri che pensavamo di avere abbattuto, tornano ad erigersi con prepotenza.

Giagnoni

Giovedì 28 febbraio 2019 ore 20,30

Lucilla Giagnoni, Fiammetta Fazio e Andhira Oltre la fine, la città nuova
una produzione Vertigo Music
Lo spettacolo nato da un’idea di Lucilla Giagnoni e della storica Fiammetta Fazio, narra in modo intenso e nella originale forma di dialogo tra più linguaggi (teatro, pensiero, musica) che la fine dei tempi è in realtà un nuovo inizio: non catastrofe e cecità, bensì rivelazione per chi abbia voglia di imparare a vedere con altri occhi per costruire la Città Nuova, e si sofferma su un’analisi del nostro tempo, sul significato della democrazia e sulle fragilità connesse a questa nostra forma di governo. Insieme a due straordinari musicisti, Luca Nulchis ed Egidiana Carta del gruppo sardo Andhira, le due donne che tanto hanno dedicato della loro vita alla passione civile ci regalano un lavoro intenso e profondo sulle radici stesse dell’evoluzione umana occidentale.

comari

Venerdì 22 marzo 2019 ore 20,30

ATIR Teatro Le allegre comari di Windsor
adattamento Edoardo Erba con Mila Boeri, Annagaia Marchioro, Marta Pizzigallo, Virginia Zini, Giulia Bertasi
scene Federica Pellati
costumi Katarina Wukcevic
consulente musicale Federica Falasconi
regia Serena Sinigaglia
coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, ATIR/teatro Ringhiera
La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia Le allegre comari di Windsor, innestando brani, suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very british pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento.