Da un topo a piede libero ai sogni fra le corsie di un ospedale, da un pezzo di storia d’Italia alle sfide delle donne di oggi, dai grandi classici riletti alla luce della contemporaneità alle interpretazioni in bilico fra canto e racconto. La nuova stagione del Teatro delle Ali è pronta a ospitare cinque interpreti eccezionali, due spettacoli di compagnia e una coppia straordinaria, con celebri nomi della scena nazionale, che offriranno al pubblico otto serate per osservare quella girandola che è la vita con leggerezza e autenticità.

elio

Venerdì 15 novembre 2019 ore 20,30

Elio Il grigio
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini – rielaborazione drammaturgica e regia Giorgio Gallione – con Elio – arrangiamenti musicali Paolo Silvestri – scene e costumi Guido Fiorato – luci Aldo Mantovani – produzione Teatro Nazionale Genova
Un uomo in crisi esistenziale sente il bisogno di allontanarsi da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira così in una casa di campagna per essere più tranquillo e concentrarsi meglio su se stesso e sui propri problemi. La sua desiderata solitudine viene però disturbata da un fantomatico topo che gli gironzola per casa: il grigio. Il topo è l’elemento scatenante degli incubi dell’uomo e del suo inesorabile e ironico flusso di coscienza. Forse è un fantasma, forse solo una proiezione: “Il grigio sono io, sei tu, è una parte che abbiamo tutti in qualche modo dentro di noi”. Un mix geniale di astrazione e immedesimazione, con la sapiente regia di Giorgio Gallione e l’adattamento di una decina di canzoni di Gaber per la voce di Elio.

cucciari geppi

Mercoledì 27 novembre 2019 ore 20,30

Geppi Cucciari Perfetta
testi e regia Mattia Torre – con Geppi Cucciari – assistente alla regia Giulia Dietrich – musiche originali Paolo Fresu – costumi Antonio Marras – disegno luci Luca Barbati – produzione ITC2000 – distribuzione Terry Chegia
La vita di una donna non è mai semplice. Ancora di meno quando è nel pieno del ciclo mestruale e deve conciliare lavoro e famiglia, in una routine che si ripete ogni giorno. Ironica e irriverente, Geppi Cucciari racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Perfetta è la radiografia sociale, emotiva e fisica, di 28 comici e disperati giorni della vita di una donna in carriera, venditrice di automobili, in competizione col suo collega per portare a casa il più alto numero di vendite. Un monologo esilarante che racconta attraverso i costanti sbalzi d’umore sulle medesime situazioni – la colazione, i call center, la suocera e il marito astrofilo – una realtà di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli.

stivalaccio teatro

Venerdì 6 dicembre 2019 ore 20,30

Stivalaccio Teatro Don Chisciotte
Soggetto originale e regia Marco Zoppello – elaborazione dello scenario e dialoghi Carlo Boso e Marco Zoppello – interpretazione e regia Marco Zoppello e Michele Mori – costumi e fondale Antonia Munaretti – maschere Roberto Maria Macchi – struttura e scenografia Mirco Zoppello – produzione Stivalaccio Teatro
Pantalone e Piombino sono due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il 1500 e il 1600. Sono vivi per miracolo. Salgono sul palco per raccontare di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza ma soprattutto grazie al pubblico. A partire dall’ultimo desiderio dei condannati a morte prendono il via le avventure di una delle coppie comiche più famose della storia della letteratura. E se non ricordano la storia alla perfezione, be’, poco importa, si improvvisa sui temi dell’amore e della fame, del sogno impossibile, dell’iperbole letteraria, della libertà di pensiero e di satira con “l’unico limite: il cielo” come direbbe Cervantes.
Al pubblico il compito di salvare i due attori dalla morte… e di salvare il teatro.

mulino di amleto

Giovedì 9 gennaio 2020 ore 20,30

Il Mulino di Amleto Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove
Da Anton Čechov – riscrittura Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo – regia Marco Lorenzi con Michele Sinisi e con Stefano Braschi, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Angelo Maria Tronca – regista assistente Anne Hirth – style & visual concept Eleonora Diana – disegno luci Giorgio Tedesco – costumi Monica Di Pasqua – produzione Elsinor Centro Di Produzione Teatrale
Era il 1917 quando Maria Čechov nascose molti manoscritti e appunti del fratello Anton  in una cassetta di sicurezza a Mosca. Nel 1921 alcuni studenti sovietici riuscirono ad aprirla e scoprirono un’opera teatrale: Platonov. Čechov aveva ventun anni quando la scrisse. Nella tenuta caduta in disgrazia di Anna Petrovna trascorrono le vuote serate tra fiumi di vodka una serie di personaggi tra cui il maestro elementare Platonov, conteso tra la moglie Sasha, la padrona di casa e la giovane Sofja. Un gigantesco affresco incompiuto, un classico meraviglioso affrontato dalla compagnia come se fosse un testo contemporaneo, in cui i drammi del nostro tempo sono affrontati “con autenticità e leggerezza, per entrare nel dolore della vita senza restarne impigliati”. come un papillon.

berardi casolari

Giovedì 23 gennaio 2020 ore 20,30

Compagnia Berardi Casolari Amleto Take Away
uno spettacolo di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Gianfranco Berardi premio UBU 2018 miglior attore italiano
musiche di Davide Berardi e Bruno Galeone – luci di Luca Diani – produzione Compagnia Berardi Casolari/Teatro dell’Elfo con il sostegno di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival di Armunia Castiglioncello, Comune di Rimini-Teatro Novelli.
Amleto take away è una riflessione ironica e amara che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante, che ci attrae e ci spaventa. “Tutto è schiacciato fra il dolore della gente e le temperature dell’ambiente, fra i barbari del nord e i nomadi del sud. Le generazioni sono schiacciate fra lo studio che non serve e il lavoro che non c’è, fra gli under 35 e gli over 63, fra avanguardie incomprensibili e tradizioni insopportabili…”. In questo percorso s’inserisce, un po’ per provocazione, un po’ per gioco meta-teatrale, l’Amleto di Shakespeare. Amleto, simbolo del dubbio, affidato all’interpretazione di Berardi, premiato attore non vedente, è risultato il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine: “To be or Fb: this is the question” è il dilemma del nostro tempo.

cristicchi

Mercoledì 12 febbraio 2020 ore 20,30

Simone Cristicchi Esodo
di e con Simone Cristicchi e Jan Bernas – produzione Corvino Produzioni
Porto Vecchio di Trieste, Magazzino n. 18. È il luogo di una pagina dolorosa della storia d’Italia, mai abbastanza conosciuta, la cui memoria è affidata non a un imponente monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Nel Magazzino n.18 ci sono sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, ogni bene comune di tante vite interrotte dalla storia e dall’Esodo: con il Trattato di Pace del 1947 l’Italia perse vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Simone Cristicchi racconta e canta la sofferenza con cui le famiglie impacchettarono le loro vite e si lasciarono le proprie radici alle spalle in uno spettacolo poliedrico, come la personalità dell’artista.

celestini

Mercoledì 11 marzo 2020 ore 20,30

Ascanio Celestini Radio clandestina
scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini a partire da L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria di Alessandro Portelli – musica originale Matteo D’Agostino – aiuto regia Debora Pietrobono
Una donna analfabeta si avvicina e chiede a qualcuno di leggerle i cartelli sui quali è scritto fittasi e vendesi. Qualcuno le risponde che “al giorno d’oggi voi siete una rarità, ma durante la guerra c’era tanta gente che non sapeva leggere. E tanti andavano al cinema Iris di Porta Pia da mio nonno Giulio per farsi leggere i proclami dei tedeschi sui giornali”. Il 25 marzo del ’44 se ne fanno leggere uno che annuncia la morte di 320 persone: è l’eccidio delle Fosse Ardeatine. È una storia che comincia nell’Ottocento e prosegue per tutta la Seconda guerra mondiale, e anche oltre, attraverso le voci di chi l’ha vissuta e di chi l’ha solo sentita raccontare. Un monologo scarno e tenero capace di “dare voce a quella parte orale della storia che ancora racconta quei giorni in maniera viva, diretta e non rovesciata”.

poretti

Giovedì 2 aprile 2020 ore 20,30

Giacomo Poretti Chiedimi se sono di turno
di e con Giacomo Poretti regia di Andrea Chiodi – produzione AGIDI
In ospedale si entra solo per tre motivi: se uno è ammalato, se si va a trovare un ammalato, oppure, se sei particolarmente sfortunato, se ci devi lavorare. Il protagonista aveva immaginato per sé un avvenire radioso come calciatore o astronauta; ma la sorte è sorprendente e così, mentre sta per ricevere il pallone d’oro, aprendo gli occhi si ritrova nelle proprie mani una scopa di saggina. Partito dai bagni finirà sulla scrivania del Capo sala, dopo un vorticoso viaggio per tutti i reparti dell’ospedale, sempre con due amici fidati: la scopa di saggina e il pappagallo, lo strumento detestato da tutti. Ma attraverso il pappagallo passa tutta l’umanità, tutta la vergogna e il rispetto di quando si ha bisogno d’aiuto. Giacomo Poretti torna in teatro con un nuovo monologo che attinge alla sua esperienza personale, per tentare di rispondere insieme al pubblico all’annosa questione: “E adesso chi lo svuota il pappagallo?